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PATRIZIA RIELLO PERA E IL SUO SCOTT ADLAM
UN RACCONTO PER CHI AMA SCRITTORI DI QUALITÀ
di Massimiliano Niccoli-Giornalista professionista
Il mio obiettivo è rendere felici i lettori. E in effetti accade proprio questo, sfogliando le pagine del volume Le indagini dell'ispettore Creighton. La nuova vita di Scott Adlam. Lo stile con cui Patrizia Riello Pera affronta il susseguirsi di eventi è infatti degno di un esperto detective e crea in chi legge aspettative che, di volta in volta, non vengono mai deluse. Il libro vive sull'intreccio di due storie, quella di Scott Adlam, appunto, e quella di Henry Bristed. Due storie unite fra loro in maniera indissolubile in concatenarsi di colpi di scena dai quali, a fatica, è possibile distaccarsi. Le pagine vengono divorate in maniera bulimica alla ricerca di quella svolta che puntuale arriva ma alla quale si giunge dopo diversi respiri trattenuti e svariate emozioni che regalano al lettore momenti di assoluto piacere.
Henry è alla ricerca di un passato di cui Scott ha fatto parte. Ma passato e presente, lo si evince chiaramente, sono solo illusioni. La Riello Pera chiede a chi si immerge nel suo racconto di sollevare il velo dell’illusione, il velo di Maya, fra questo e l’altro mondo, proprio come farà Henry Bristed. Potrebbe sembrare l'anticamera di scenari fantastici e completamente fuori dalla realtà ma, a un lettore attento e credente, paiono invece situazioni possibili. E il pregio dell'autrice è proprio quello di rendere omogeneo lo sviluppo della trama, mantenendo, nello stesso tempo, ben chiara la distinzione fra quello che è e quello che è stato. Il combinato disposto che ne esce risulta gradevole e avvincente e ha la facoltà di sospendere il tempo. Diventa insomma impossibile mettere un segno sul volume e poggiarlo nell'attesa sul comodino.
Le indagini dell'ispettore Creighton. La nuova vita di Scott Adlam non può che essere letto tutto di un fiato, a patto che non si decida di mantenere, nel proprio cervello, quel pensiero su quel che potrebbe accadere ai protagonisti del racconto. Un pensiero fisso e ineludibile reso tale da spoiler appena accennati e mai prevedibili che la Riello Pera usa per rendere il lettore, diciamo così, dipendente dall'inchiostro della sua penna. Una dipendenza dolce che termina con un finale assolutamente non banale. Un finale difficile da prevedere e, anche per questo, capace di lasciare quel retrogusto positivo che porta chiunque avesse la fortuna di leggerlo a conoscere ancora meglio l'autrice. Appare chiaro come la Riello Pera, e lo dimostra la sua produzione letteraria, sia in grado di destreggiarsi con maestria in vari generi: dal fantasy al thriller, dal racconto scherzoso a quello decisamente più impegnato. Una penna, la sua, che va assolutamente ricercata e, nella lettura, divorata...
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